Direttiva europea 2024/1785 sulla gestione delle emissioni industriali in atmosfera

Direttiva UE 2024/1785: cosa cambia per le emissioni industriali e come adeguarsi

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Published on 27 Luglio 2026 | Categories: Blog

La Direttiva UE 2024/1785 aggiorna la normativa europea sulle emissioni industriali e introduce importanti novità per le aziende soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Tra gli aspetti più rilevanti figurano il rafforzamento delle BAT, criteri più stringenti nella definizione dei limiti emissivi e una maggiore attenzione al monitoraggio delle prestazioni ambientali.
Sebbene le modalità applicative dipenderanno dal recepimento della direttiva e dai successivi aggiornamenti dei documenti tecnici europei, molte imprese stanno già valutando il possibile impatto sui propri impianti e processi.
Nell’ambito del “Green Deal” europeo l’obiettivo è assicurare la transizione, entro il 2050, verso un’economia pulita e circolare che tuteli la salute e il benessere dei cittadini.
Nell’articolo analizziamo:

  • i principali aggiornamenti della direttiva IED (Industrial and Livestock Rearing Emissions Directive);
  • le tipologie di emissioni maggiormente coinvolte;
  • le tecnologie di trattamento aria più rilevanti in ottica di conformità e prestazioni.

Le principali novità della nuova direttiva IED 2.0

La Direttiva UE 2024/1785 nasce dall’esigenza di adottare un approccio condiviso ed uniforme in tutto il territorio dell’Unione Europea per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. A tal fine, gli Stati membri sono tenuti a recepire e adeguare i rispettivi ordinamenti alla IED 2.0 entro il termine del 1° luglio 2026. Entro tale scadenza, i governi nazionali dovranno adottare tutte le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle nuove norme europee in materia di emissioni inquinanti. Vediamo insieme i punti fondamentali della Direttiva UE 2024/1785.

Rafforzamento delle BAT e dei documenti BREF europei

Uno degli elementi centrali della Direttiva UE 2024/1785 è il rafforzamento delle BAT (Best Available Techniques), ovvero le migliori tecniche disponibili per prevenire o ridurre le emissioni industriali, con una maggiore attenzione anche alle tecniche emergenti.
A supporto dell’applicazione uniforme delle BAT nei diversi Stati membri, l’Unione Europea utilizza i documenti BREF (BAT Reference Documents), che definiscono i livelli prestazionali, i parametri di monitoraggio e le tecnologie di riferimento associate alle BAT. Le autorizzazioni ambientali dovranno quindi essere sempre più allineate alle BAT Conclusions pubblicate dall’Unione Europea.
La direttiva promuove inoltre la valutazione delle tecniche emergenti, intese come soluzioni innovative che possono garantire una protezione ambientale e sanitaria pari o superiore rispetto alle tecnologie già disponibili.

Inquinanti emessi dai processi produttivi industriali

BAT-AEL più restrittivi

I BAT-AEL (BAT Associated Emission Levels) rappresentano i livelli di emissione associati all’applicazione delle migliori tecniche disponibili. Con la nuova Direttiva UE 2024/1785 non sarà più sufficiente collocarsi nella parte meno restrittiva del range, ma le autorità competenti dovranno orientarsi verso valori sempre più vicini alle migliori prestazioni tecnicamente raggiungibili per la specifica installazione.
Questo approccio avrà un impatto significativo sulle AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e sulla valutazione delle prestazioni emissive degli impianti. Per molte aziende diventerà quindi sempre più importante conoscere con precisione le efficienze effettivamente raggiungibili dalle tecnologie di abbattimento installate.

Maggiore trasparenza e controlli

La Direttiva rafforza gli obblighi di trasparenza e introduce un sistema sanzionatorio più rigoroso. Tra le principali novità figurano:

  • digitalizzazione e accessibilità dei dati ambientali;
  • rafforzamento dei controlli sulle prestazioni emissive;
  • sanzioni più severe in caso di non conformità che comportino impatti significativi su salute e ambiente.

In questo contesto, il monitoraggio delle emissioni e l’adozione di sistemi efficaci per il trattamento degli inquinanti atmosferici assumono un ruolo sempre più strategico per garantire la conformità normativa e ridurre i rischi operativi e ambientali.

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Emissioni odorigene: cosa cambia con la nuova Direttiva e le tecnologie per adeguarsi

Per la prima volta la normativa europea riconosce esplicitamente l’odore come possibile forma di inquinamento, assumendo un ruolo rilevante nella valutazione degli impatti ambientali delle attività produttive, in particolare nei settori zootecnico e del trattamento dei rifiuti.
La direttiva non impone l’utilizzo di una tecnologia specifica, ma richiede che gli impianti garantiscano le prestazioni emissive previste dalle Best Available Techniques applicabili. La scelta richiede generalmente una valutazione preliminare delle caratteristiche del flusso da trattare tra cui portata, composizione degli inquinanti, temperatura, variabilità del processo e condizioni operative. La scelta della tecnologia più adatta dipende infatti da molteplici fattori e non può basarsi esclusivamente sulla tipologia di attività produttiva. Analizziamo alcune delle soluzioni maggiormente impiegate.

Biofiltri per il trattamento delle emissioni odorigene

I biofiltri rappresentano una delle soluzioni più utilizzate per il controllo delle emissioni odorigene. Il principio di funzionamento si basa sull’azione dei microrganismi presenti nel materiale filtrante, che degradano i composti responsabili degli odori.
Questa tecnologia viene impiegata nel trattamento di flussi d’aria contenenti sostanze odorigene provenienti da diversi processi industriali. Le prestazioni dipendono dalla corretta gestione delle condizioni operative quali umidità, temperatura e distribuzione del flusso d’aria nel letto filtrante.

Biofiltro per l'abbattimento degli odori e dei COV derivanti dal trattamento dei rifiuti

Scrubber per l’abbattimento di composti odorigeni e inquinanti gassosi

Gli scrubber sono sistemi di lavaggio dell’aria utilizzati per l’abbattimento di inquinanti gassosi sia di natura organica che inorganica. Attraverso il contatto tra l’aria contaminata e una soluzione liquida, questa tecnologia riduce in modo significativo le concentrazioni di polveri e sostanze responsabili delle emissioni odorigene. Risultano efficaci soprattutto in presenza di composti solubili e contaminanti gassosi di natura acida o alcalina.

Filtri a carboni attivi per COV e sostanze odorigene

I filtri a carboni attivi sono sistemi di trattamento dell’aria basati sul principio di adsorbimento, in grado di trattenere numerosi Composti Organici Volatili (COV) e sostanze odorigene di natura organica. Grazie all’elevata superficie specifica del materiale filtrante, questa tecnologia risulta particolarmente efficace nel trattamento di flussi aeriformi con concentrazioni medio-basse di inquinanti. L’efficacia del sistema dipende dalla corretta selezione del carbone attivo e dalle caratteristiche specifiche degli inquinanti presenti nel flusso aeriforme.

Ossidatori termici per composti organici e inquinanti gassosi ad alta carica

Gli ossidatori termici sono impianti progettati per la distruzione degli inquinanti gassosi attraverso un processo di ossidazione ad alta temperatura. Sono particolarmente efficaci per composti organici volatili (COV) e altre sostanze organiche odorigene presenti in flussi ad alta concentrazione. Le sostanze contaminanti vengono convertite in composti semplici e non nocivi, come anidride carbonica e vapore acqueo.

Tecnologia al plasma AEROX per la degradazione avanzata degli inquinanti

La tecnologia al plasma AEROX rappresenta una soluzione innovativa per il trattamento degli inquinanti atmosferici, basata sull’utilizzo di plasma a freddo per l’ossidazione e la degradazione delle molecole contaminanti. Grazie alla sua versatilità applicativa, questa tecnologia può essere presa in considerazione in diversi contesti industriali, previa valutazione delle caratteristiche degli inquinanti e degli obiettivi di trattamento.

Come adeguarsi alla nuova Direttiva UE 2024/1785

In vista dell’evoluzione del quadro normativo europeo, molte realtà industriali stanno già analizzando le prestazioni emissive dei propri impianti e il livello di allineamento alle BAT applicabili. In questo contesto, una corretta valutazione delle caratteristiche del processo e degli inquinanti trattati rappresenta un elemento fondamentale per individuare eventuali interventi di miglioramento e pianificare gli investimenti futuri.

Come Tecnosida supporta le aziende

Da oltre 40 anni Tecnosida progetta e realizza impianti per il trattamento delle emissioni industriali, supportando aziende di diversi settori nella gestione di problematiche legate a polveri, COV, odori e contaminanti gassosi. Questa esperienza consente di individuare le tecnologie più adatte in funzione delle caratteristiche del processo produttivo, degli inquinanti presenti e degli obiettivi ambientali da raggiungere.
Filtri a maniche, filtri a cartucce, depuratori a carboni attivi, scrubber, biofiltri e ossidatori termici rappresentano alcune delle soluzioni Tecnosida che possono contribuire a migliorare le prestazioni ambientali degli impianti e a garantire una maggiore conformità ai requisiti introdotti dalla direttiva.
La IED 2.0 rappresenta una sfida per le aziende soggette alla normativa, ma anche un’opportunità per migliorare l’efficienza dei processi e ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive. Un’analisi tecnica preventiva permette di valutare lo stato degli impianti esistenti, confrontarne le prestazioni con i requisiti normativi applicabili e definire gli interventi più idonei per affrontare con maggiore serenità le future evoluzioni della normativa. Contattaci per fissare un appuntamento con i nostri tecnici specializzati in impianti tailor made.