Abbattimento polveri – come funziona?

Scopriamo di più sulle tecnologie progettate per l'abbattimento delle polveri ultrafini, fini, grossolane ed esplosive

Vogliamo iniziare questa serie di articoli in modo da capire meglio insieme cosa siano gli impianti di abbattimento delle emissioni in atmosfera.

Prima di tutto bisogna sapere che esistono diverse tipologie di impianti di abbattimento, in particolare:

Negli articoli passati, abbiamo già affrontato cosa sono le polveri, le nebbie oleose ed i COV.

Andando per ordine, oggi vogliamo iniziare con il comprendere meglio quali equipment siano necessari affinché si raggiunga l’effetto desiderato, quindi, in questo caso, di abbattere le polveri.

Per fare ciò vorremmo provare a rispondere a questi quesiti:

  • cosa significa abbattere le polveri?
  • tramite quali sistemi si può realizzare l’abbattimento delle polveri?
  • come funzionano i diversi sistemi?

COSA SIGNIFICA ABBATTERE LE POLVERI?

Per rispondere alla nostra domanda possiamo dire semplicemente che abbattere le polveri non vuol dire null’altro che togliere, con il più elevato rendimento possibile le polveri da un flusso di aria.

Braccio articolato per aspirazione localizzata

Nelle produzioni è abbastanza normale “produrre” polvere, basti pensare agli impianti di miscelazione polvere, alle lavorazioni di pietre e marmi per l’edilizia o alle lavorazioni di falegnameria che sono note per rilasciare nell’ambiente particelle (piccole o grandi) solitamente molto fastidiose per gli operatori e per chi lavora all’interno di queste aree o semplicemente ne è di passaggio. 

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Esistono diversi strumenti per evitare di riempire la produzione di polvere, basti pensare all’applicazione di cappe di aspirazione poste nei punti sensibili della produzione, siano esse fisse o mobili, e sistemi analoghi al fine di preservare la salubrità dei posti di lavoro.

Ma una volta che queste polveri sono aspirate e convogliate, cosa si fa? Si vuole rischiare di “buttarle fuori” imbrattando magari il vicino con la nostra polvere? Quindi proviamo a rispondere alla nostra seconda domanda:

CON QUALI SISTEMI SI ABBATTONO LE POLVERI?

Onde evitare di imbrattare il vicino con le nostre polveri, magari evitando di litigarci e di andare infine per vie legali, è possibile installare sistemi che permettono inizialmente di abbatterle, poi di recuperarle e magari di riutilizzarle in qualche maniera all’interno della produzione.

Pensiamo per esempio a recuperare polveri da un miscelatore… queste potrebbero essere riutilizzate nel ciclo produttivo minimizzando gli sprechi.

In alcuni casi invece possono essere vendute come prodotto di scarto a qualcuno per il quale possono essere materia prima.

Ma torniamo a noi… i sistemi utilizzati per la depolverazione sono diversi e la loro scelta dipende principalmente da alcuni fattori:

  • portata di aria da trattare
  • temperatura
  • umidità
  • concentrazione polveri
  • granulometria polveri
  • natura delle polveri e quindi tipo di produzione

Con questi semplici dati, Tecnosida® è in grado di studiare il sistema migliore per le tue esigenze di abbattimento polveri.

Esistono diversi sistemi di filtrazione ognuno dei quali ha pregi e difetti tipici della loro conformazione fisica soprattutto legata al principio di funzionamento. Di seguito un elenco dei sistemi applicabili:

Ora vediamo un po’ più nel dettaglio il loro funzionamento, quindi rispondiamo alla nostra terza domanda

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COME FUNZIONANO I DIVERSI SISTEMI DI DEPURAZIONE DALLE POLVERI?

I CICLONI

Ciclone per separazione polveri

Il principio di funzionamento dei cicloni si basa sul principio fisico della forza centrifuga. Il ciclone infatti è costruito semplicemente da due cilindri concentrici. Quello più esterno solitamente termina a cono. Quello interno convoglia l’effluente trattato verso l’uscita. Questa conformazione, unita all’ingresso tangenziale, permette all’effluente da purificare di creare un moto spiroidale nella parte lasciata libera tra i due cilindri. Il gas è obbligato poi dalla geometria del sistema ad uscire dal cilindro interno una volta che ha compiuto una serie di vortici intorno a questo. Questo movimento centrifugo, unitamente alla forza di gravità, permette alle particelle più pesanti di cadere verso il fondo del sistema dove vengono recuperate.

L’immagine riporta un’applicazione con il nostro CYCLONE®

I MULTICICLONI

I sistemi di filtrazione a multicicloni sono macchine per la filtrazione delle polveri composti da più cicloni in modo da incrementare l’efficienza di abbattimento anche per particelle più piccole rispetto a quelle trattabili con un semplice ciclone.

Il principio di funzionamento è identico a quello del ciclone, di cui il multiciclone è composto con N sistemi.

L’immagine a fianco riporta uno dei nostri sistemi.

Tecnosida® ha sviluppato una tecnologia proprietaria per questi sistemi infondendola nel suo sistema multiciclonico chiamato Turbovortex®

Turbovortex | Multi-ciclone ad alta efficienza

FILTRI A MANICHE E A CARTUCCE

Dustdown | filtri a maniche

I filtri a maniche o a cartucce sono sistemi che, anziché sfruttare leggi fisiche come la forza centrifuga, sfruttano un mezzo filtrante per depurare l’aria e trattenere le particelle inquinanti.

Chiariamo subito che il mezzo filtrante è l'elemento che effettua attivamente la filtrazione. Esso viene scelto in funzione del tipo e della qualità di filtrazione richiesta. Esistono numerose varianti tra carte, tessuti non tessuti, reti e tele metalliche piuttosto che ceramica.

Le particelle quindi si depositano sulla superfice del mezzo e, grazie ad un opportuno sistema di pulizia dello stesso, la polvere viene raccolta all’interno delle tramogge di raccolta poste nella parte bassa del filtro.

Il sistema di pulizia permette in questa maniera di mantenere il filtro sempre efficiente e, al contempo, agevola il recupero della polvere nella parte bassa del filtro.

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I rendimenti di queste macchine sono più elevati rispetto ai cicloni in quanto il mezzo filtrante può arrivare a trattare particelle nell’ordine del micron ed è proprio grazie alla scelta del mezzo ed alla sua tipologia e caratteristiche (dimensione, materiale, particolari trattamenti superficiali che si possono apportare) che permettono di conferire specificità tali da dimensionare e realizzare il filtro strettamente correlato alle esigenze ecologiche ed economiche del cliente. Tecnosida® ha infuso tutta la sua esperienza nei filtri DUSTDOWN® siano essi a maniche o a cartucce.

La scelta tra filtro a maniche o a cartucce è un dilemma che solo un buon impiantista che valuta la natura degli inquinanti e la natura delle polveri può dipanare. Leggi l’articolo dove descriviamo pregi e difetti dei due mezzi filtranti e criteri per la scelta.

FILTRI A CELLE E TASCHE

I sistemi di filtrazione a tasche o a celle sono dotati anch’essi di mezzi filtranti che vengono interposti tra la zona sporca e quella pulita.

Solitamente la zona sporca è quella in cui l’effluente entra nel filtro mentre quella pulita è quella a valle delle celle.

Come si vede dalla foto qui a fianco, questi filtri sono modulari. Infatti possono essere interposti più celle filtranti con caratteristiche fisiche peculiari e realizzati con materiali diversi così da poter realizzare il trattamento di reflui complessi. 

Dusttask - filtri depolveratori a tasche o pannelli

In questo tipo di macchine si possono inserire, grazie a celle particolari, anche carboni attivi in modo da filtrare anche piccole concentrazioni di COV o speciali celle a coalescenza per filtrare basse presenze di nebbie oleose.

Questa elevata variabilità di sostanze che possono filtrare e depurare non deve trarre in inganno. Questi filtri infatti possono trattare un ampio spettro di sostanze ma le stesse devono essere presenti con un grado di concentrazione piuttosto basso. 

ELETTROFILTRI

Gli elettrofiltri sono conosciuti anche come filtri elettrostatici.

Essi sfruttano una differenza di potenziale indotta tra due elettrodi (emissione e raccolta) così da catturare le particelle inquinanti prima di far fluire il refluo depurato al camino.

In pratica, la differenza di potenziale indotta tra i due elettrodi genera un campo elettrico che ionizza la zona intorno agli elettrodi. Questi ioni caricano positivamente o negativamente le particelle inquinanti in modo che così caricate esse vengano attratte dagli elettrodi rimuovendole dal flusso.

Una volta così catturate le particelle possono essere rimosse dall’elettrodo con un sistema di pulizia a secco o ad umido.

SCRUBBER VENTURI

I sistemi di abbattimento chiamati scrubber venturi sono sistemi di depurazione degli effluenti ad umido in quanto sfruttano un liquido fatto passare intimamente in contatto con l’effluente da depurare. Il tutto avviene all’interno di un abbattitore ad umido chiamato appunto Venturi.

Lo scrubber venturi sfrutta una geometria particolare, il tubo Venturi appunto, all’interno della cui gola il liquido e l’aria vengono strettamente in contatto. Questo contatto permette di far fluire le particelle inquinanti verso il liquido.

Una volta superata la gola, nella successiva zona di allargamento gli inquinanti non riescono più a passare all’effluente e rimangono intrappolati nel liquido.

Contattaci per maggiori informazioni: progetteremo la soluzione migliore per il vostro business!

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