Gli odori - Come trattarli

Come si può intervenire per abbattere le molecole odorigene? Scoprilo con noi!

Nel precedente articolo (Gli odori: Cosa sono? Come si misurano?) abbiamo trattato le molecole odorigene. In particolar modo abbiamo esaminato la definizione di odore, la loro natura chimica e le metodologie utilizzate per analizzarli. È ora nostro interesse rispondere ad altre importanti domande: com’è possibile intervenire per abbattere le molecole odorigene? Che tecnologie abbiamo a disposizione?

Il trattamento delle sostanze odorigene

Esaminiamo le principali soluzioni utilizzate, insieme alle relative proposte applicative. La prima tecnologia che analizziamo è quella della deodorizzazione.

Deodorizzazione

Ricordi il fenomeno dell’assorbimento? Ne avevamo parlato nell’articolo dedicato all’abbattimento dei COV, trattando il wet scrubber. Rivediamo velocemente questo principio: se vengono messe a contatto una fase gassosa (contenente un determinato inquinante) e una fase liquida, il composto inquinante tende a migrare nella fase liquida. 

Infografica neutralizzazione odori

La quantità di inquinante assorbito dalla fase liquida e la velocità di assorbimento sono rispettivamente governate da aspetti termodinamici e cinetici, che a loro volta dipendono dalle proprietà chimico-fisiche delle sostanze coinvolte e dalle condizioni sperimentali in gioco. Ebbene, anche la deodorizzazione si basa sul fenomeno dell’assorbimento.

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Le molecole presenti in fase gassosa migrano nella fase liquida e reagiscono con appositi composti chimici deodorizzanti, che modificano la struttura chimica delle molecole odorigene e ne neutralizzano gli effetti olfattivi.

Affinché tutto questo avvenga in modo efficace è opportuno creare un’ampia superficie di contatto tra gas e liquido, mediante una fine dispersione di gocce che entrino a contatto con l’intera fase gassosa.

Sulla base di queste considerazioni Tecnosida® ha sviluppato il sistema deodorizzante DEODORY.

Il principio di funzionamento di DEODORY è molto semplice: la soluzione deodorizzante viene iniettata nella tubazione di scarico sotto-forma di un aerosol molto fine, grazie a delle apposite centraline di dosaggio e a degli ugelli a doppia dispersione. L’ampia superficie di contatto tra la fase gassosa e la fase liquida permette il trasferimento delle molecole odorigene a quest’ultima, con conseguente rimozione dalla fase gassosa e neutralizzazione. Una soluzione tanto semplice quanto efficace: guarda come l’abbiamo applicata ad un impianto di trattamento acque e disidratazione fanghi!

La tecnica che abbiamo ora analizzato è basata sull’assorbimento e sulla neutralizzazione dell’odore. Esiste un’altra metodologia che consente di neutralizzare gli odori mediante trasformazioni chimiche: la biofiltrazione.

Biofiltrazione

Per noi esseri umani le molecole odorigene risultano spesso fastidiose. Non si può dire lo stesso per alcuni microorganismi, che ne vanno ghiotti e che le inseriscono abilmente nel loro metabolismo. La biofiltrazione si basa proprio su questo: sull’utilizzo di appositi ceppi di microorganismi affinché metabolizzino composti volatili e odorigeni.

Ok, il principio è semplice. Come possiamo svilupparlo concretamente? Nella pratica si rende necessaria la presenza di un substrato, sul quale i microorganismi possano svilupparsi. A questo fine si utilizza del materiale ligno-cellulosico, ideale per lo sviluppo dei microorganismi stessi a patto che vengano mantenute certe condizioni operative. Tra queste annoveriamo:

Infografica: requisiti per efficace attività letto biofiltro
  • Una corretta idratazione: l’umidità del substrato non deve essere né carente (in quanto un essiccamento del letto diminuirebbe l’attività) né eccessiva (in quanto potrebbe comportare la formazione di zone anaerobiche)
  • La concentrazione di inquinanti: dal momento che le molecole odorigene fungono da materie prime del processo metabolico, la loro concentrazione non deve essere nè troppo bassa (altrimenti non vi sarebbe sufficiente nutrimento) né troppo alta (altrimenti una certa percentuale non verrebbe abbattuta)
  • Un certo range di temperatura: la vita dei microorganismi è favorita se la temperatura risulta compresa tra 20 e 40 °C.
  • L’intervallo di pH: è bene che sia compreso tra 6,5 e 7,5 per la riproduzione dei microorganismi.

Sulla base di questi accorgimenti Tecnosida® ha sviluppato BIOCLEAN, un biofiltro modulare adatto a varie situazioni.

Essendo le molecole odorigene tipicamente una particolare classe di COV (Composti Organici Volatili), è possibile trattare le molecole odorigene stesse con apparecchiature idonee ai COV, quali:

Leggi l’articolo in cui abbiamo parlato di queste apparecchiature e dei principi chimico-fisici che ne stanno alla base!

A presto, con nuove informazioni!

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